Mindfulness and Meditation Summit 2024

Mindfulness and Meditation Summit 2024


Semi di consapevolezza: Coltivare futuri armoniosi con la Mindfulness


Dopo il successo della prima edizione che, grazie alla presenza di ospiti internazionali del calibro di Daniel Siegel, Caroline Welch e Geshe Tenzin Tempel, ha permesso all’evento di distinguersi come riferimento nel mondo della formazione relativa alla Mindfulness, la seconda edizione del Mindfulness and Meditation Summit – dal titolo emblematico “Semi di consapevolezza: Coltivare futuri armoniosi con la Mindfulness” – si è tenuta il 16 novembre 2024, confermando il successo dell’iniziativa lanciata dalla Federazione Italiana Mindfulness, in collaborazione con Sperling, nonché con alcune tre le più prestigiose Università ed Associazioni di Mindfulness in Italia.

Al centro dell’evento, che ha visto la partecipazione numerosa sia di professionisti appartenenti a molteplici settori – dall’educazione alla psicologia, dalla pedagogia al benessere – che del pubblico generale, nonché la presenza illuminante di Esperti di fama nazionale ed internazionale, è stato posto un tema di grande attualità in un'epoca segnata da sfide senza precedenti per i più giovani: l'importanza della Mindfulness e della meditazione nell'arco dell'infanzia e dell'adolescenza.

Per l’occasione è stata scelta ancora una volta la modalità online, in diretta webinar, con traduzione simultanea degli ospiti internazionali, permettendo un’agevole fruizione dei contenuti sia in lingua originale che in italiano, in base alla preferenza dei partecipanti.

Attraverso un susseguirsi di interventi teorici, laboratori pratici e panel, il Summit ha rappresentato un’opportunità di insight e di aggiornamento unica nel suo genere, fornendo non solo una panoramica esaustiva sulle più avanzate ricerche legate alla pratica della Mindfulness nell'educazione e nel sostegno allo sviluppo emotivo e sociale dei più giovani, ma anche strumenti concreti e strategie applicabili per integrare efficacemente la Mindfulness nelle pratiche educative e nella quotidianità.

L’apertura dei lavori ha coinvolto, ancora una volta, il dott. Roberto Gavin, Responsabile Scientifico dell’evento e membro del Comitato Tecnico Scientifico di FederMindfulness nonché Psicologo, Psicoterapeuta e Mindfulness Professional Trainer. A lui si è unita, in questa seconda edizione del Summit, la Dott.ssa Paola Pugina – Psicologa, Psicoterapeuta e Mindfulness Professional Trainer – che ha moderato l’intera giornata formativa, sottolineando, durante il suo discorso introduttivo, il ruolo centrale svolto dalle pratiche di Mindfulness a fronte della preoccupante tendenza al rialzo di una serie di difficoltà, legate ad esempio alla gestione dello stress e alla sovrastimolazione, manifestate dai bambini e dagli adolescenti.

I primi tre interventi della mattina, tenuti rispettivamente dal Prof. Franco Fabbro (docente presso l’Università di Udine e Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di FederMindfulness), dal Prof. Cristiano Crescentini (Psicologo, Psicoterapeuta e docente presso l’Università di Udine) e dal Dott. Claudio Bissoli (Psicologo, Psicoterapeuta e Mindfulness Professional Trainer), hanno posto l’accento su aspetti diversi, ma di fondamentale importanza nell’ambito della Mindfulness: partendo dal legame tra meditazione consapevole e spiritualità, evidenziato da recenti studi neuroscientifici, è stata poi analizzata l’applicazione delle pratiche mindful nella terapia dei disturbi del neurosviluppo. La prima parte della mattina si è conclusa, infine, con un focus sul programma “Parent Mindfulness Training”, specificamente rivolto ai genitori di bambini colpiti da disturbi del neurosviluppo, il cui punto di forza è la capacità di favorire la l’auto-regolazione emotiva nel genitore, migliorandone lo stile educativo e trasformandolo così in un fattore protettivo importante per supportare il bambino nell’espressività delle sue parti migliori, tamponando le criticità della sua condizione clinica.

Dopo una breve pausa, la seconda parte della mattina è stata contraddistinta da un susseguirsi di contributi incentrati sull’applicazione della Mindfulness in contesti prettamente relativi alla sfera dell’infanzia e dell’adolescenza: la Dott.ssa Beatrice Toro (Psicologa, Psicoterapeuta e Presidente dell’Istituto di Mindfulness Interpersonale) ha esplorato l’impatto positivo della Mindfulness sulle relazioni intergenerazionali, caratterizzato da un miglioramento del dialogo e dalla comprensione reciproca, un incremento dell’apertura compassionevole e non giudicante e una riduzione delle tensioni emotive. La Dott.ssa Elena Luisetti (Psicologa e Psicoterapeuta, Direttrice dell’Istituto Wolpe, didatta AIAMC, e Mindfulness Professional Trainer) si è concentrata, invece, sullo sviluppo della consapevolezza e della self-compassion negli adolescenti attraverso un percorso praticabile e flessibile inserito nella quotidianità del contesto scolastico, rivolto a studenti tra i 14 e i 16 anni. La Dott.ssa Luisetti ha sottolineato chiaramente che gli adolescenti con una maggior capacità di autocompassione sono più in grado di proteggersi dall’effetto negativo di eventi sociali stressanti e di accettare i propri errori e la propria sofferenza come parte integrante dell’esperienza umana, maturando altresì una consapevolezza dei propri pensieri e sentimenti senza ricorrere alla ruminazione. L’intervento del Dott. Romeo Barbieri (Psicologo, Ipnologo, Neuropsicologo del benessere, Mindfulness Professional Trainer e Istruttore di Mindfulness Psicosomatica) ha spostato il focus sull’utilizzo della Mindfulness Psicosomatica – pratica che potenzia l’integrazione tra i processi top-down (dalla mente al corpo) e bottom-up (dal corpo alla mente), evidenziando l’intima relazione tra aspetti fisici, emotivi e psicologici – nel lavoro con i bambini e gli adolescenti. La Dott.ssa Anna Bartoccini (Psicologa, Psicoterapeuta e Socio fondatore dell’Associazione Italiana Schema Therapy Bambini e adolescenti) ha presentato il programma Mindfulness School, sottolineando i numerosi benefici offerti dall’implementazione delle pratiche di Mindfulness all’interno del contesto scolastico: da un lato, un potenziamento della capacità degli studenti di focalizzare l’attenzione e mantenerla nel tempo, un miglioramento delle prestazioni scolastiche, nonché dei comportamenti prosociali, dell’autoregolazione emotiva e della gestione dell’ansia; dall’altro, una riduzione del rischio di burnout negli insegnanti e un rafforzamento delle loro abilità di coping per ridurre possibili livelli di stress. Infine, la mattinata si è conclusa con l’intervento della Dott.ssa Raffaella Berto (Psicologa, Psicoterapeuta, Operatore clinico di Training Autogeno e Mindfulness Professional Trainer) che ha trattato il ruolo della Mindfulness nella prevenzione del bullismo, citando quanto emerso da alcuni dei più recenti studi di ricerca: gli interventi basati sulla Mindfulness possono aiutare i più giovani a migliorare la propria consapevolezza di sé, l’autocontrollo emotivo, l’empatia e la compassione verso gli altri, riducendo così la propensione all’aggressività e al bullismo.

Il primo pomeriggio ha visto, invece, la partecipazione di due note Esperte internazionali nell’ambito della Mindfulness per i bambini e gli adolescenti e dell’Apprendimento Socio-Emotivo (SEL): la prima a prendere la parola è stata la Dott.ssa Eline Snel dai Paesi Bassi, fondatrice della Foundation Academy for Mindful Teaching – dove insegnanti, educatori, psicologi, psichiatri e altri professionisti che lavorano con bambini e adolescenti, si formano per insegnare il suo metodo “Mindfulness Matters”, nonché autrice di diversi libri sulla Mindfulness, tra cui il celebre “Calmo e attento come una ranocchia”, pubblicato in 40 paesi e tradotto in oltre 30 lingue. Durante il suo intervento, la Dott.ssa Snel ha spiegato perché, in un mondo sempre più frenetico, la Mindfulness è incredibilmente preziosa per i bambini, essendo in grado di aiutarli a “disattivare” il proprio sistema mentale, migliorando così la loro capacità di gestire lo stress, l’ansia e di restare concentrati sul momento presente, osservando il proprio mondo interiore prima di reagire. La sua presentazione ha evidenziato, inoltre, i benefici dell’utilizzo della Mindfulness con i bambini che soffrono di ADHD, autismo e altri problemi comportamentali. La seconda a intervenire è stata la Dott.ssa Kimberly Schonert-Reichl, dagli Stati Uniti, esperta di fama mondiale nell'ambito dell'Apprendimento Socio-Emotivo e docente di Psicologia presso l'Università dell'Illinois a Chicago, nonché membro del Consiglio Direttivo del Collaborative for Academic, Social, and Emotional Learning (CASEL). La Dott.ssa Schonert-Reichl che, dal 2006, collabora attivamente con il Dalai Lama per promuovere l’importanza della compassione e di educare non soltanto le menti, ma anche i cuori, ha offerto una panoramica esaustiva sulle ricerche più innovative che dimostrano l’impatto positivo dell’integrazione dell’apprendimento socio-emotivo e della Mindfulness all’interno delle scuole. Inoltre, ha illustrato una serie di programmi di apprendimento socio-emotivo basati sulla Mindfulness rivolti ai bambini, agli adolescenti e agli insegnanti, ponendo l’accento sulle ricerche da Lei condotte rispetto alla valutazione del programma MindUP all’interno del contesto scolastico, un programma basato sulle neuroscienze, sulla Mindfulness, sull’apprendimento socio-emotivo e sulla psicologia positiva. La Dott.ssa Schonert-Reichl ha analizzato, infine, i processi e i meccanismi essenziali alla base della crescita sociale ed emotiva degli studenti e degli insegnanti, illustrando, inoltre, una serie di strategie pratiche finalizzate a incrementare la capacità di auto-regolazione, l’empatia, la compassione e la gentilezza attraverso interventi di apprendimento socio-emotivo basati sulla Mindfulness.

Dopo una breve pausa, la sessione pomeridiana è ripresa con l’intervento della Prof.ssa Rossana De Beni (Psicologa, Psicoterapeuta e docente presso l’Università degli Studi di Padova), incentrato sul legame tra Mindfulness, metacognizione e apprendimento. È stata poi la volta della Prof.ssa Gaia De Campora (Psicologa, Psicoterapeuta, docente presso l’Università degli Studi di Torino e autrice del libro “Mindfulness e Disturbi Alimentari”), che ha approfondito il tema dell’utilizzo della Mindfulness nella cura dei disturbi alimentari nei bambini e negli adolescenti. La Prof.ssa De Campora ha spiegato che, nel momento in cui il comportamento alimentare assume le caratteristiche della problematicità o del vero e proprio disturbo in senso diagnostico, la prima domanda da porsi è “perché ora?”. Seguendo quindi una prospettiva mindfulness-based – secondo cui il sintomo non è qualcosa da correggere, ma piuttosto da comprendere nel suo significato – ha sottolineato che la direzione terapeutica da perseguire è quella di un’osservazione tesa alla riconnessione nel rapporto con il cibo nel momento presente. Il Summit si è concluso, infine, con due interessanti laboratori pratici ed esperienziali, che hanno consentito ai partecipanti di “toccare con mano” la potenza delle pratiche di Mindfulness: il primo laboratorio, incentrato sul ruolo della Mindfulness nel trattamento dei disturbi alimentari nei più giovani, è stato condotto dalla Dott.ssa Maria Laura Sadolfo (Psicologa e Mindfulness Professional Trainer); il secondo laboratorio, invece, dedicato all’utilizzo della Mindfulness e del movimento consapevole nel lavoro con i bambini e gli adolescenti è stato condotto dalla Dott.ssa Giulia Musumeci (Psicologa e Mindfulness Clinical Therapist).

Riassumendo, la seconda edizione del Mindfulness and Meditation Summit non è stata soltanto un’opportunità formativa unica, contraddistinta da un'agenda ricca di interventi da parte di alcuni tra i più influenti Esperti nazionali e internazionali del settore, ma anche – e soprattutto – un’esperienza condivisa di crescita, supportata dal comune obbiettivo di ampliare la propria visione e di fare la differenza nella vita dei più giovani. Al di là degli aspetti formativi, questo evento è riuscito a ispirare un cambiamento culturale significativo, indirizzato verso un approccio più consapevole e supportivo nell'educazione e nella cura dei bambini e degli adolescenti. Come testimoniato dalla partecipazione attiva di centinaia di partecipanti, promuovere una società attenta al benessere emotivo e mentale dei più giovani, aprendo la strada a nuove generazioni più resilienti, empatiche e consapevoli, non è una mera utopia, bensì un obiettivo concreto e realizzabile.

Per chi si fosse perso questo evento unico, è possibile accedere alle videoregistrazioni del Summit nella sua interezza; per maggiori informazioni, consultare la pagina https://store.grupposperling.it/it-it/corso/semi-di-consapevolezza-coltivare-futuri-armoniosi-con-la-mindfulness-4945.

Ringraziamo FederMindfulness per averci scelto, ancora una volta, come partner organizzativo di quello che è stato molto più di un evento: una piattaforma di apprendimento, un punto di incontro per la comunità globale interessata al benessere giovanile e una stimolante opportunità di crescita, sia personale che professionale.

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